i re magi

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 Se stai programmando di trascorrere le vacanze natalizie a Napoli, la tappa che non può assolutamente mancare è San Gregorio Armeno con i presepi più belli del mondo. Sapevi che i tre Re Magi sul presepe napoletano si muovono? Pensi sia una fenomeno paranormale? Niente affatto.  È qualcosa che riguarda le origini e il significato dei Re Magi sul presepe napoletano. Continua a leggere e scoprirai cose molto interessanti.

Chi erano davvero i Re Magi?

Se il bambinello è il simbolo del presepe napoletano, la presenza dei Re Magi è indispensabile per completare la rappresentazione della natività. Gaspare, Melchiorre e Baldassare non erano uomini qualunque, erano affascinanti e ricchi uomini venuti da oriente e molto speciali per ciò che si dirà a breve.

I Re Magi hanno arricchito il presepe napoletano con un tocco orientale. Sapete perché? Secondo i libri che ne parlano, sembra che tanto tanto tempo fa, nel presepe napoletano sia stata aggiunta la presenza dei Re Magi grazie agli scambi commerciali e alle visite di ricchi uomini di origini orientali che si fermavano nel porto di Napoli per concludere i propri affari e influenzavano la cultura partenopea con i propri racconti. Non vi è certezza che questa fonte sia attendibile, ma non sono pochi gli esperti in materia che affermano che il presepe napoletano del Settecento sia stato influenzato in tal senso con la storia dei Re Magi; in verità, c’è anche un motivo in più che carica di attenzione il movimento dei Re Magi sul presepe napoletano.

Prima di scoprire perché sul presepe napoletano i Re Magi si muovono, sembra interessante scoprire qualcosa in più su questi uomini a metà strada tra verità e leggenda. Di loro si parla sia nel Vangelo secondo Matteo che nei Vangeli apocrifi. In particolare, nel Vangelo secondo Matteo, si racconta di tre nobili uomini che viaggiarono a lungo per raggiungere e incontrare il nuovo re nato a Betlemme.

Se tutto ciò che sappiamo sui Re Magi sia vero non possiamo saperlo, ma è per tale ragione che la loro storia è così affascinante, soprattutto con l’avvicinarsi delle feste; ciò che è certo è che, con il passare degli anni, la tradizione scritta e orale di tutto il mondo si è arricchita di diverse versioni circa la storia di quelli noti anche come I Tre Re, influenzando non poco la tradizione del presepe napoletano.

Chi erano quindi i Re Magi? Alcune fonti ci dicono che, in principio, avessero nomi diversi, vale a dire Hormidz, Jazdegerd e Peroz. Erano uomini carichi di carisma e non è un caso che, nel tempo, gli fosse stato attribuito l’appellativo di “Magi”. Stando ad alcuni testi, con tale accezione non si fa riferimento a opere di magia, bensì alle competenze astrologiche dei tre uomini, che pare fossero abili nella lettura delle stelle e nel riconoscere l’arrivo di presagi e prodigi prossimi; eppure, molte leggende rendono noto che i Re Magi fossero davvero dotati di misteriosi e straordinari poteri.

I Re Magi sul presepe napoletano si muovono?

La fede è da sempre un punto di riferimento nella cultura partenopea e, quando nell’antica Napoli si avvicinava il periodo natalizio, si era soliti spostare i Re Magi sul presepe dall’inizio delle festività fino al giorno dell’Epifania. Nel tempo, questa usanza si è persa, ma c’era un periodo in cui, soprattutto durante il Settecento, i napoletani caricavano i Re Magi del presepe di un singolare potere ciclico.

Nelle settimane che precedevano la celebrazione della nascita di Cristo, i Re Magi andavano collocati molto lontani dalla grotta della natività e poi pian piano avvicinati al bambinello il giorno dell’Epifania. Questo per simboleggiare lo storico e leggendario viaggio dei Re Magi per incontrare Gesù Bambino; al di là di tutto, non ci sono certezze sulla durata del viaggio poiché, secondo alcuni, si è concluso in appena tredici giorni, secondo altri alcuni mesi e c’è chi, addirittura, sostiene che abbiano viaggiato per quasi due anni.

Infine, sapete perché i Re Magi decisero di incontrare il bambinello? La letteratura di riferimento rende noto che questi tre carismatici uomini videro una lucente stella che rifletteva l’immagine di una vergine che cullava un bambino con una corona. Così, grazie alle loro abilità di lettura delle stelle, percepirono che qualcosa di unico e meraviglioso stava per accadere e seguirono l’astro lucente, ovvero la Stella Cometa, per raggiungere il nuovo re, vale a dire Gesù Bambino al quale donarono oro, incenso e mirra.

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Mangiatrice seriale di pizza e home fitness addicted, vorrebbe parlare tutte le lingue del mondo per esprimersi in maniera globale. È convinta che il sorriso salverà il mondo, con o senza dentifricio di qualità. Ottimista sin dalla nascita e senza olio di palma e grassi aggiunti, pronta a trasformarsi in una macchina da guerra per raggiungere i propri obiettivi ha ideato il blog I racconti della fata uncina e ha pubblicato il romanzo d’esordio “Un punto nel cerchio del tempo”, ambientato in una Napoli fantasy e misteriosa.

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