Sulle tracce dei fantasmi di Napoli i misteri di Posillipo

Sulle tracce dei fantasmi di Napoli i misteri di Posillipo

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Lungo i vicoli più chiacchierati e nei silenziosi cunicoli sotterranei, dentro le sale di fiabeschi castelli e dietro le finestre di nobili palazzi, nell’ombra delle grotte misteriose e di cimiteri suggestivi, aleggiano le storie dei fantasmi di Napoli. Se il mistero è una materia che ti affascina, questa città spalancherà le sue porte sui sentieri dell’occulto, in un’ipnotizzate miscela tra colori e oscurità, tra sacro e profano, tra bellezza e turbamento.

Come un vero acchiappafantasmi potrai seguire le tracce che ti portano a svelare i più reconditi segreti degli spiriti malinconici, iracondi o dispettosi.

Posillipo con veduta dal mare

Avresti mai immaginato che l’incantevole collina di Posillipo, con i suoi panorami mozzafiato affacciati sul mare e le ville maestose, potesse dare ospitalità alle anime di inquieti fantasmi? Ecco alcuni esempi:

 

Donn’Anna Carafa e il palazzo sul mare

Il Palazzo Donn’Anna, edificato nel Cinquecento, è un affascinante e misterioso edificio che si erge nel mare di Posillipo. Anna, discendente dei Carafa, nata nel 1607, vi abitava con la madre e i nonni, dopo la prematura perdita del padre e dei fratelli.

Palazzo Donn’Anna

La celebre proprietaria, donna altera e neosposa del viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres, ordinò il rifacimento del palazzo su disegno di Cosimo Fanzago. L’architetto realizzò una sorta di reggia, dotata di teatro e luogo di riunione dell’illustre nobiltà spagnola e napoletana. Splendide feste animavano l’edificio e orde di pretendenti si contendevano la bella Anna, più interessata al prestigio che ai suoi ospiti.

Una sera, in linea con la moda francese, la duchessa organizzò uno spettacolo in cui i nobili avrebbero assolto il ruolo gli attori. Tra questi, risaltava l’attraente e giovane Donna Mercedes de las Torres, nipote della duchessa, che interpretava una schiava innamorata del suo padrone, personificato da Gaetano di Casapesenna, che era in realtà il suo amante segreto e che anche Donna Anna aveva amato in passato.

Tanto forte fu il trasporto dei due durante la messa in scena, che questa culminò con un bacio appassionato in grado di scaturire un fragoroso applauso di tutti i partecipanti. Soltanto Donna Anna, restava nell’ombra di una feroce gelosia.

Da quel giorno una cascata di ingiurie furibonde imperversò tra le due donne, entrambe aperte allo scontro violento. Poi, improvvisamente, Donna Mercedes sparì. Si vociferava che si fosse ritirata in un convento a seguito di un’imprevista vocazione religiosa. Gaetano la cercò in Italia, in Francia, in Spagna e persino in Ungheria, fino a quando, col cuore addolorato e il pensiero sempre volto verso la sua amata, perse la vita in battaglia.

Anna, presunta assassina della fanciulla, sedeva ancora sul suo trono, ma l’avidità della sua anima e una gelosia divoratrice la consumarono. Mentre il marito si trovava in Spagna ella morì, sola e destinando alla rovina il meraviglioso palazzo sul mare.

Tra le sue mura risuona il fragore delle onde e pare si aggirino gli spiriti di Donna Anna, Mercedes e Gaetano, intrappolate in un eterno triangolo di amore e morte.

 

Il Palazzo degli Spiriti a Marechiaro

Il Palazzo degli Spiriti, o Villarosa, è un rudere di una villa romana del I secolo a.C. Diroccato, si erge nel suggestivo scenario del parco archeologico e marino di Pausilypon e pare sia luogo di accaduti misteriosi, forze magnetiche e rituali notturni legati al culto della dea Iside. Sopravvive alle intemperie del tempo e anche agli scugnizzi che durante l’estate si divertono a fare i bagni e i tuffi, sfidando i fantasmi che abitano il sacro tempio.

Palazzo degli spiriti – Marechiaro

Il Palazzo degli Spiriti, situato in un’area abbandonata in passato, fu scoperto nel 1840 dal regio ingegnere Guglielmo Bechi e segretario del Real Istituto (oggi, Accademia di Belle Arti di Napoli).

«Domus praestigiarum» cioè «casa delle stregonerie» fu uno dei nomi attribuiti alla villa dall’aspetto sinistro, decretata dai pescatori di Marechiaro come la dimora spettrale di antichi fantasmi. Durante la notte, ad avviso dei barcaioli, una luminescente figura suona malinconicamente la cetra nei pressi della villa, declamando poesie in lingua latina. Qualcuno la associa all’apprezzato poeta Virgilio, che durante il Medioevo praticava e insegnava le arti magiche proprio in una scuola esoterica di Posillipo, impregnando la costa di energie occulte e pozioni che avrebbero addirittura maledetto le acque della Gaiola.

 

La Gaiola, l’isola maledetta

Come non potere dunque menzionare quest’altro scenario da fiaba, che entro una sublime cornice naturale e archeologia, cela atmosfere intrise di mistero?

Isola della Gaiola

L’isola minore della Gaiola si trova proprio nel cuore dell’area marina protetta nota come “Parco sommerso di Gaiola”. Da rifugio sicuro per i marinai, agli inizi del XIX essa divenne la dimora del solitario “Stregone” che viveva grazie all’elemosina dei pescatori del luogo. All’epoca, accanto all’isola, si erigeva anche la sopracitata Scuola di Virgilio, luogo di esecuzione dei riti magici del poeta, che avrebbe contaminato lo specchio d’acqua intorno all’isola con un potente maleficio.

Molti abitanti della Gaiola hanno subito un destino sventurato, a causa di disgrazie familiari o economiche. Tra questi Giovanni Agnelli, che perse molti dei suoi parenti e il successivo proprietario Paul Getty, il cui nipote fu rapito dalla ‘Ndragnheta.

Alla base della jettatura che circonda la villa, vi sarebbe poi la vicenda dei suoi primi acquirenti, i Brown: una donna inglese ed il suo nobile marito, che si invaghì però della cognata. La consorte, incollerita dal tradimento, iniziò a scagliarsi ferocemente contro la sorella, conducendola addirittura al suicidio. L’uomo, dopo l’accaduto doloroso, si sparò, mentre la moglie divenne pazza. Il fantasma di una donna senza volto che vaga in preda ai tormenti appare quando il mare in tempesta si infrange contro gli scogli.

 

Insomma, in una zona di ipnotizzante bellezza, in cui il vento modella i costoni rocciosi di tufo e il mare crea scorci di vedute spettacolari, nascondendo ricchezze archeologiche nei suoi fondali, le presenze misteriose imprimono la loro traccia tinta di giallo-mistero.

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Marina Sarracino
Marina Sarracino nasce a Napoli nel giugno 1987. Lavora come promotrice culturale nel centro storico di Napoli e collabora come redattrice per alcuni siti dedicati al turismo e alla cultura. Ha scritto, in qualità di blogger-mapper, alcune guide emozionali di viaggio legate ai territori della sua città e dell'isola di Malta. Si è laureata in Progettazione e Gestione dei Sistemi Turistici presso l'Università di Napoli Federico II. Ama scrivere sin da quando era bambina, credendo che la scrittura sia la miglior palestra per allenare la sua fantasia. È autrice del romanzo "L'arcobaleno nelle occhi", che racconta di una colorita e intensa storia d'amore ambientata proprio a Napoli. Scrivere della sua città è per Marina un modo gratificante di valorizzarla.

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