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Stai cercando di scoprire perché la piramide di melanzane che hai nel piatto si chiama parmigiana? Sei attratto dal profumo e dalla bellezza di questa ricetta? Stai già facendo i conti con le calorie e stai per venire a visitare Napoli? Questa è una bellissima coincidenza perché stai proprio leggendo le prime righe del parmigiana di melanzanebodyshape tour.

Ecco i vantaggi del parmigiana di melanzane bodyshape tour

Che sia la prima volta o no che ti immergi in uno dei miei bodyshape tour, continua a leggere per scoprire:

  • le origini della parmigiana;
  • come bruciare le calorie di questo favoloso piatto tradizionale.

Quindi, con questa guida puoi:

  • rispondere al quesito dei quesiti: perché un piatto a base di melanzane si chiama parmigiana?
  • gustare questo irresistibile piatto senza badare alle calorie e, forse, potrai anche fare ironia dicendo che si tratta di un piatto salutare perché è preparato con le melanzane;
  • bruciare calorie e nutrire il tuo animo con un percorso caratteristico e panorami mozzafiato.

Dove è nata la parmigiana di melanzane? Non è facile rispondere perché, prima di scoprire le vere origini di questo piatto tradizionale, devi sapere che, da anni e anni, c’è una battaglia tra madri e nonne di Napoli e di tutto il Sud dell’Italia perché ognuna cucina la parmigiana di melanzane a modo proprio. A Napoli, non c’è pranzo domenicale senza la parmigiana e ogni napoletano ha una mamma o una nonna con la migliore ricetta della città. Addirittura, è molto comune sentire qualcuno dire «’a parmigiana ‘e mulignane ra nonna » oppure «’a parmigiana ‘e mulignane e mammà» per valorizzare la bravura della propria mamma e della propria nonna nel cucinare la parmigiana di melanzane.

Quindi, guai a parlare del perfetto metodo di cottura o degli ingredienti giusti per cucinare questo piatto tradizionale o potrebbe scoppiare una guerra di fornelli in una cucina da incubo.

Le origini della parmigiana di melanzane

La battaglia per la conquista dello scettro di parmigiana di melanzane tra le donne partenopee è una storia infinita, ma un pizzico di pace potrebbe arrivare dal fatto che questa ricetta non è nata né in Campania né in Sicilia, ma a Napoli durante il Regno delle due Sicilie e quindi appartiene anche a Palermo; inoltre, alcune fonti rendono noto che le origini potrebbero avere una provenienza greca o araba.

Il parmigiano non è l’ingrediente che ha ispirato il nome di questo piatto tradizionale napoletano e due sono le ipotesi sulle origini del nome:

  • le persiane siciliane con le “parmiciane”, asticelle di legno sovrapposte una sopra l’altra come le melanzane alla parmigiana;
  • fonti più certe ci fanno sapere che il nome parmigiana deriva dalla città di Parma dove l’antica tradizione culinaria è ricca di ricette preparate con verdure sovrapposte alternando diversi ingredienti.

La prima vera ricetta della parmigiana di melanzane risale al 1837 quando il cuoco Ippolito Cavalcanti ha pubblicato il ricettario “Cucina Teorico Pratica”, proponendo la ricetta delle “Milinsane alla parmigiana” con il seguente procedimento: affettare le melanzane e metterle nel sale, friggerle e collocarle in un tegame con pane grattugiato, prezzemolo, sale, pepe e olio e cuocerle per un po’.

Oggi, la parmigiana è preparata quasi nello stesso modo con l’aggiunta di provola, mozzarella e basilico. Prima di lasciarti al bodyshape tour, ho un’altra curiosità da svelarti su questa ricetta: in passato era preparata anche con il cacao.

A questo punto, ti ricordo che cosa ti occorre per il parmigiana di melanzane bodyshape tour:

  1. scarpe comode;
  2. una bottiglia d’acqua;
  3. protezione solare e occhiali da sole;
  4. un cappellino;
  5. salviettine imbevute;
  6. un contapassi;
  7. una macchina fotografica o uno smartphone per scattare qualche foto e, perché no?, un bastone per seflie per condividere il tuo tour a piedi con l’hashtag #visitnaplesbodyshapetour;
  8. se ti senti stanco, concediti una pausa e poi continua.

Come bruciare le calorie di una porzione di parmigiana di melanzane

Sia che tu decida di cucinare per conto tuo una parmigiana sia che tu decida di gustarla in un ristorante, qui di seguito puoi scoprire come bruciare le calorie con il bodyshape tour. Pronti, partenza, via!

  • Via Bausan-Via Filangieri:

Supponiamo che il tuo tour a piedi inizi da via Giovanni Bausan, nei pressi della Riviera di Chiaia. Continua dritto fino a quando non raggiungi la scalinata che ti porta verso via Vittoria Colonna. Prosegui  per raggiungere Via dei Mille, una delle strade più lussuose di Napoli dove si trova anche il noto Palazzo Roccella. Nel 1667, l’edificio era la residenza di Francesco di Sangro, primo principe di San Severo e si narra che decise di donarlo a Giuseppe Carafa; in seguito, nel 1717 circa, Ippolita Guglielmo Stuart comprò Palazzo Roccella al costo di dieci mila ducati e lo trasformò in una struttura nobiliare, ricca e sfarzosa grazie al contributo di Luca Vecchioni, apprendista di Luigi Vanvitelli. Oggi, il palazzo è la sede del PAN, il museo napoletano di arte contemporanea.

Più avanti, troverai anche Palazzo Mannajuolo, celebre per lo stile liberty e per le scale ellissoidali. Continua verso via Gaetano Filangieri e preparati a perdere il fiato per due motivi: un percorso in salita e i panorami mozzafiato.

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  • Rampe Brancaccio – Petraio

Veduta di Napoli dalle Rampe Brancaccio.

Prendi la direzione delle Rampe Brancaccio, percorri uno ad uno gli scalini, sali in cima e innamorati dell’incantevole vista della città e approfittane per fare una piccola pausa per poi continuare verso Piazzetta Mondragone e vico San Carlo alle Mortelle, dove troverai una piccola scalinata che ti conduce sul Corso Vittorio Emanuele. Facendo attenzione, attraversa la strada e metti alla prova le tue gambe andando verso il Petraio, una pittoresca zona di Napoli ricca di scalini.

Una volta raggiunto l’ultimo gradino del Petraio, svolta in via Luigia San Felice e in seguito in via Filippo Palizzi, un altro punto della città dove puoi ammirare il panorama e alcuni edifici liberty.

Ora, hai due scelte davanti a te: tornare indietro a piedi, tornare indietro con la funicolare o andare avanti e raggiungere via Cimarosa e fare una passeggiata rilassante al Vomero.

  • Petraio – Via Cimarosa

Uno scorcio della Salita Petraio.

Gli innumerevoli scalini del Petraio sono perfetti per mettere alla prova il tuo fisico e bruciare calorie.

Se il nome parmigiana non deriva dal parmigiano, Petraio non è dovuto alle pietre bensì ai ciottoli accumulati durante le piogge e ti accorgerai che salire le scale del Petraio è come vivere una magia: scoprirai un angolo pittoresco di Napoli che ti ispirerà per scattare foto originali e quando arriverai in alto e ti volterai indietro non ti trasformerai in una statua di pietra, ma andrai in estasi guardando il panorama.

Una volta raggiunto l’ultimo gradino del Petraio, svolta in via Luigia San Felice e in seguito in via Filippo Palizzi, un altro punto della città dove puoi ammirare il panorama e alcuni edifici liberty.

Ora, hai due scelte davanti a te: tornare indietro a piedi, tornare indietro con la funicolare o andare avanti e raggiungere via Cimarosa e fare una passeggiata rilassante al Vomero.

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Mangiatrice seriale di pizza e home fitness addicted, vorrebbe parlare tutte le lingue del mondo per esprimersi in maniera globale. È convinta che il sorriso salverà il mondo, con o senza dentifricio di qualità. Ottimista sin dalla nascita e senza olio di palma e grassi aggiunti, pronta a trasformarsi in una macchina da guerra per raggiungere i propri obiettivi ha ideato il blog I racconti della fata uncina e ha pubblicato il romanzo d’esordio “Un punto nel cerchio del tempo”, ambientato in una Napoli fantasy e misteriosa.

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