Il sangue di San Gennaro: miracolo o trucco alchemico?

Il sangue di San Gennaro: miracolo o trucco alchemico?

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La festa di di San Gennaro e le magiche ampolle

Il “miracolo di San Gennaro” !

Processione del busto e dell’ampolla contenente il sangue

È il 19 settembre e a Napoli è un giorno speciale, tutta la città attende il prodigio del Santo. Dopo la processione per le strade del centro storico del busto e delle ampolle del Patrono, si ritorna in chiesa. Il Duomo è attorniato da una folla di fedeli, credenti, curiosi, e turisti. All’interno risuonano le preghiere delle “parenti”, un gruppo di donne fedeli al Santo che con lamentele sempre più crescenti, incitano lo scioglimento del sangue. Tutti sono in attesa del prodigio!

Come avviene il miracolo di San Gennaro

Il mistero partenopeo più antico è senza dubbio lo scioglimento del sangue di San Gennaro, contenuto in un’ampolla e custodito nel Duomo di Napoli. La sua particolarità è quella di passare dallo stato solido a liquido per ben tre volte l’anno: il 16 dicembre, il sabato precedente la prima domenica di maggio ed il 19 settembre (festa del santo patrono). Questo fenomeno è considerato dai fedeli un miracolo e, allo stesso tempo, una vera e propria “sventura” nel caso in cui il prodigio non accada. Molti ricordano che nel 1980, prima del terribile terremoto, il sangue di San Gennaro, infatti, non si sciolse…

Chi era Gennaro, diventato poi Patrono della città?

Documenti cristiani attestano che Gennaro era un vescovo di Benevento, martirizzato durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano nel 305. All’epoca, il vescovo si stava recando a Pozzuoli per far visita ad un diacono incarcerato a causa delle persecuzioni, ma anche lui venne imprigionato e condannato ad essere sbranato dalle belve nell’ Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. In seguito alla ribellione della comunità cristiana, i romani optarono per la decapitazione di Gennaro presso la Solfatara.

San Gennaro vescovo, dipinto di Francesco Solimena (1702)

A quei tempi i cristiani avevano l’usanza di seppellire i martiri e conservare un po’ del loro sangue, così fu fatto anche con Gennaro. Si narra, infatti, che il sangue del Patrono fu raccolto e tenuto in custodia da una donna in un’ampolla, mentre il corpo fu prima sistemato a Fuorigrotta e poi spostato, un secolo dopo, nelle attuali Catacombe a Capodimonte. Secondo alcuni storici proprio in questo periodo, durante la traslazione del corpo, avvenne la prima liquefazione ma, la data ufficiale risale a molto tempo dopo, nel 1389.

San Gennaro come il dio pagano Mitra?

Il più antico ritratto di San Gennaro trovato nelle catacombe risale al V secolo e lo raffigura con alle spalle il Vesuvio, come a voler proteggere la città dagli eventi funesti. Qualche studioso ha parlato di “sincretismo religioso” per via delle somiglianze presenti nelle raffigurazioni di Gennaro ed il dio pagano Mitra che, in età precristiana, era simbolo di protezione per la città di Napoli. Così come la mitra del Santo (ricoperta di oro e pietre preziose), sembrerebbe del tutto simile a quella del dio pagano.

Fede o magia? Il mistero più antico di Napoli

Diverse sono le testimonianze di questa liquefazione. C’è chi parla di trucco alchemico, chi invece parla di miracolo … Quel che è certo è che resta un fenomeno sospeso tra la fede e la magia, ma San Gennaro è il Patrono di Napoli e in quei giorni, tutti  attendono il “miracolo” con il folklore tipico dei partenopei ed una sorta di devozione per il sangue del Santo, protettore della città.

Tra la gente in trepidante attesa, si respira il calore e la commozione di un popolo che aspetta la “grazia” del suo Patrono come una madre in attesa del ritorno del proprio figlio. Stando tra la folla, ci si ritrova catapultati in un’atmosfera surreale a tal punto che alla notizia dello scioglimento, insieme al rintocco di campane e sventolio di fazzoletti, viene da urlare (anche a chi credente non lo è affatto) “VIVA SAN GENNARO!”

E voi pensate sia un trucco ingegnoso o un miracolo?

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