Le nuove stazioni della metropolitana dell’arte di Napoli

Le nuove stazioni della metropolitana dell’arte di Napoli

Ads

Per gli amanti dell’arte contemporanea in visita a Napoli c’è tutto un mondo “sotterraneo” da scoprire. Il progetto artistico della metropolitana di Napoli rappresenta infatti uno dei più interessanti esperimenti italiani di inserimento permanente di opere d’arte contemporanea in un contesto urbano. Le prime ad essere riempite di colori, mosaici, installazioni, sculture e fotografie sono state le stazioni della Linea 1 : Museo – Dante – Salvator Rosa – Materdei – Cilea/Quattro Giornate – Vanvitelli – Rione Alto a cui si sono di recente aggiunte Università, Toledo, Garibaldi e Municipio. Il progetto si è esteso anche alla Linea 6 con le seguenti stazioni: LalaMergellinaAugustoMostra. Ma che cosa hanno di speciale le stazioni dell’arte?

Beh, non tutte le città possiedono un museo all’aria aperta così importante e al costo di un semplice biglietto della metro. Non ovunque succede che andando a prendere un treno per arrivare in una zona diversa della città ci si trovi ad osservare a dei veri capolavori artistici tra scale mobili e banchine. Per i più distratti, tanta arte può semplicemente rappresentare una nota di colore tra percorsi obbligati, corse e attese. Per i più attenti, un’occasione di riflessione e osservazione. L’arte perde quindi la sua sacralità e può essere trovata ovunque, non solo nei musei. Questo bellissimo concetto di museo aperto rende la metropolitana di Napoli tra le più affascinanti del mondo e accompagna lo spettatore nel suo percorso quotidiano.  Oltre a ciò, in alcune zone della città, le opere di artisti locali e internazionali sono state il punto di partenza per una significativa riqualificazione del territorio circostante.   Andiamo ora alla scoperta delle nuove stazioni dell’arte: Garibaldi, Municipio, Toledo e Università.

Stazione Garibaldi

Stazione di Napoli Centrale e terminal Autobus

La stazione Garibaldi ha subito un’ importante progetto di riqualificazione, diventando un bel biglietto da visita per i turisti che arrivano in città con il treno. L’esterno del complesso ferroviario infatti è stato occupato da una piazza coperta da una struttura in metallo e vetro che nella zona sottostante ospita negozi e scale che portano fino alle banchine.  Una volta terminato il lungo e “futuristico” percorso tra le scale mobili sospese vi imbatterete in una parete a specchio con fotografie di passeggeri, a grandezza naturale, in attesa o in movimento. Si tratta delle due installazioni di Michelangelo Pistoletto, artista biellese, dal titolo Stazione.  Lo scopo è quello di far interagire i passeggeri “veri” in transito con quelli “finti” inglobati all’interno dell’opera.

Stazione Municipio

La stazione vicino al Maschio Angioino

Ugualmente alla stazione Garibaldi, anche l’area che circonda la stazione Municipio è stata notevolmente riqualificata. A poca distanza dall’ingresso della metro, infatti, un piazzale ospita la fontana del 1500 dedicata al dio Nettuno. L’importanza della stazione Municipio sta nella vicinanza al porto più importante della città (Molto beverello), luogo ricco di testimonianze archeologiche. Durante i lavori sono stati infatti trovati resti dell’antico porto di Neapolis, edifici di età angioina e sistemi di difesa legati alla costruzione del Maschio angioino. Portoghesi sono gli architetti che si sono occupati del progetto di questa stazione: Àlvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura, ai quali si deve l’uso della pietra lavica, intonaco bianco e la purezza delle linee che caratterizza gli interni di questa stazione. In essa inoltre è presente l’opera dell’artista contemporanea Michal Rovner dal nome Passaggi, una video installazione che mostra riprese della città di Napoli, ma anche Gerusalemme e Parigi inframmezzate da figure umane in lontananza.

Stazione Università

o Piazza Bovio, la stazione nella zona universitaria

La stazione Università ha solo sei anni. Progettata nel 2011 dagli architetti Karim Rashid e Alessandro Mendini è una delle più colorate della linea 1. Le pareti che portano alle banchine mostrano dei forti color fucsia e lime e al centro del piazzale di ingresso sotterraneo light box, sculture di acciaio e i pilastri neri ricordano le comunicazioni tra gli esseri umani e le sinapsi tra i neuroni del cervello. Opere infatti come SynapsisIkonConversation profile vogliono sottolineare l’importanza della comunicazione in un ponte tra passato e presente. Questo particolare aspetto è sottolineato dalla presenza, al secondo livello, delle immagini di Dante Alighieri e Beatrice Portinari, il massimo esponente della poesia italiana e la sua musa.

Stazione Toledo

La stazione più bella d’Europa

La stazione Toledo è stata eletta la più bella d’Europa dalla Cnn e dal quotidiano britannico Daily Telegraph .
Anch’essa molto recente (2012), è stata progettata dall’architetto spagnolo Oscar Tusquets Blanca. L’opera senz’altro più suggestiva di questa stazione è Crater de luz, opera di Robert Wilson, la quale collega la parte interna con l’esterno e ricorda il mare nelle sue mille sfaccettature, così come le pareti ondulate che la circondano. La luminosità e i colori che riempiono lo spazio con differenti tonalità di blu affascinano ogni anno migliaia di passeggeri. Dello stesso artista è infatti un’istallazione digitale che ripropone le onde del mare per una superficie di 24 metri e copre le pareti del corridoio che conduce verso la banchina, By the sea..  you and me è il titolo dell’opera. All’interno della stazione tutto ricorda la storia passata e recente di Napoli. Al primo piano interrato si possono ammirare i resti delle mura aragonesi che cingevano la zona in epoca medievale,  nell’atrio invece potrete trovare due eventi  legati al popolo partenopeo raffigurati in due bellissimi e colorati mosaici: una processione guidata da S. Gennaro patrono della città e una scena che ricorda i lavori per la realizzazione della metropolitana  (Ferrovia Centrale per la città di Napoli, 1906; Bonifica dei quartieri bassi di Napoli in relazione alla ferrovia metropolitana, 1884).

Ads

Cosa ne pensi?

Scrivilo in un commento