Sapevi che Napoli è la città dei sette castelli

Sapevi che Napoli è la città dei sette castelli

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Nell’antichità Napoli era chiamata la “città dei sette castelli” in quanto unica città al mondo a vantare nel suo perimetro ben sette castelli:Castel dell’Ovo, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Castel Sant’Elmo, Castel Capuano, Castello del Carmine, Castello di Nisida e il Forte di Vigliena. Tutti questi castelli erano collocati in modo da creare un potentissimo sistema di difesa del Golfo di Napoli contro gli attacchi dal mare.

Allora, scopriamo insieme queste sette meraviglie!

Castel dell’Ovo

Castel dell'Ovo

Indirizzo

Via Eldorado, 3

Orari di apertura 

Stagione estiva
Giorni feriali: ore 9.00 – 19.30
Giorni festivi: ore 9.00 – 14.00

Stagione invernale
Giorni feriali: ore 9.00 – 18.30
Giorni festivi: ore 9.00 -14.00

L’accesso è gratuito.

Dal latino “Castrum Ovi”, il Castel dell’Ovo sorge sull’isolotto di Megaride.
Di epoca normanna, è il castello più antico della città: la sua costruzione fu voluta da Guglielmo il Malo e fu attuata nella seconda metà del XII secolo su una fortificazione già esistente, creata da alcuni monaci.
Secondo la leggenda, il poeta Virgilio pose nei sotterranei un uovo chiuso in una gabbietta: fino a quando questo sarebbe rimasto intatto, il castello e la città sarebbero rimasti integri e al sicuro.
Castel dell’Ovo è il simbolo delle varie dominazioni che si sono susseguite a Napoli e che, nel tempo, lo hanno governato.
Ubicato sul suggestivo Lungomare di Napoli, di fronte a via Partenope, il castello è sede di mostre, eventi, importanti congressi e dalle sue terrazze si può godere di un magnifico panorama del Golfo.

Maschio Angioino

Maschio Angioino

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele III

Orari di apertura

Dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 19.00

Biglietti

Biglietto d’ingresso: € 6 
Domenica: ingresso gratuito per visitare il cortile, la Sala dei Baroni, La Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia.

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Il Maschio Angioino (o Castel Nuovo) domina piazza Municipio. Ha una pianta trapezoidale e comprende cinque grandi torri, di cui una intufo e le altre quattro in piperno.
La sua costruzione iniziò nel 1279 per volere di Carlo I d’Angiò, quando la capitale del regno fu spostata da Palermo a Napoli e, successivamente, con la ricostruzione voluta da Alfonso d’Aragona, da castello-palazzo divenne una fortezza moderna abbastanza simile a quella attuale. Se fino a questo momento il nome del castello era stato esclusivamente “Maschio Angioino”, da qui in poi si chiamerà “Castel Nuovo”: ecco perché oggi vengono usati entrambi i nomi.
I sotterranei sono costituiti da due aree: la fossa del coccodrillo e la prigione del Baroni.
La leggenda del coccodrillo narra di numerose e inspiegabili sparizioni di prigionieri: a un certo punto, ci si rese conto che queste erano dovute a un coccodrillo che azzannava i reclusi a gamba, fino a trascinarli in mare.
Di spiccata bellezza e forte fascino è la Sala dei Baroni, probabilmente chiamata così per via della congiura di alcuni baroni contro Ferrante I d’Aragona nel 1487, il quale, venendo a conoscenza del fatto che i nobili tramavano qualcosa contro di lui, con una scusa, li riunì in questa sala per poi arrestarli e condannare alcuni di loro a morte.
Attualmente il castello è destinato ad un uso culturale e, al suo interno, ha sede anche il Museo Civico.

Castel Sant’Elmo

Castel Sant'Elmo

Indirizzo

Via Tito Angelini, 22

Orari di apertura

Tutti i giorni dalle ore 8.30 alle ore 19.30
Museo Novecento: tutti i giorni, escluso il martedì, ore 9.30-17.00
Martedì e tutti i giorni: ore 17.00-18.30 per visitare la Piazza d’armi, gli spalti e i camminamenti pedonali.

Biglietti

Intero: € 5,00; ridotto: € 2,50; martedì: € 2,50
Gratuito: per i cittadini dell’Unione Europea sotto i 18 anni
Gratuito: prima domenica di ogni mese

Situato nella parte più alta della città, sulla collina del Vomero, Castel Sant’Elmo è una fortezza che domina la città. Di origine medievale, fu edificato dove un tempo aveva sede la Chiesa di Sant’Erasmo, da cui “Eramo” e poi “Ermo”, fino a “Elmo”. In tempi antichi chiamato “Paturcium”, fu fatto costruire da Roberto D’Angiò dal 1336 al 1343 e negli anni è stato oggetto di molti assedi.
Nel 1857 un fulmine colpì la polveriera, causando il crollo di gran parte della fortezza e uccidendo 150 persone.
Durante la Rivoluzione partenopea del 1799 fu conquistato dal popolo e successivamente dai repubblicani ma, con la caduta della Repubblica, diventò la prigione di importanti esponenti della rivoluzione tra cui: Eleonora Pimentel De Fonseca, Giustino Fortunato, Francesco Pignatelli, Giovanni Bausan, Luisa Sanfelice e Domenico Cirillo.
L’attuale configurazione, con impianto stellare a sei punte, fu realizzata tra il 1537 e il 1547 su progetto di Pedro Luis Escrivá di Valenza. Oggi il castello ospita il Museo Novecento, ricco di opere d’arte, ed è sede di mostre ed eventi culturali.

Castel Capuano

Castel Capuano

Indirizzo

Piazza Enrico de Nicola

Orari di apertura

Dal lunedì al venerdì, ore 9.00-18.00

L’accesso è gratuito.

Nei pressi di Porta Capuana, verso la fine del Decumano maggiore, Castel Capuano fu fatto costruire dal re normanno Guglielmo I detto Il Malo sui resti di una costruzione ducale in un’area dove, in epoca romana, sorgevano probabilmente le Terme o un Ginnasio. Questo castello fu laresidenza reale prima che fosse edificato il Maschio Angioino, poi comunque continuò ad ospitare riunioni di nobili, funzionari e personaggi illustri, tra cui Francesco Petrarca nel 1370. Nel XVI secolo, per volere del viceré spagnolo Don Pedro de Toledo, diventò un palazzo di giustiziae un carcere.
Secondo la leggenda, tra le mura del castello, si aggira il “fantasma degli avvocati”, appartenente a Giuditta Guastamacchia.
Oggi si possono visitare gli affreschi del Salone della Corte d’Appello, la Sala dei Busti, in onore dei grandi giuristi partenopei, la Cappella della Sommaria e la Fontana del Formiello.

Castello del Carmine

Castello del Carmine

Indirizzo

Via Marina

Orari d’apertura

Sempre aperto

L’ingresso è libero

Il Castello del Carmine, detto Sperone, fu fatto costruire nel quartiere Mercato da Carlo III di Durazzo nel 1832. Il castello aveva una funzione prettamente militare, pertanto non vi erano sale regali. Nel 1906, per ragioni di viabilità, la fortezza fu parzialmente distrutta tramite una colata di cemento.
Oggi è possibile ammirare la Torre Spinella (detta anche il Trono), la Torre Brava e una parte di mura aragonesi.

Castello di Nisida

Castello di Nisida

Indirizzo

Via Nuova di Nisida

Orari d’apertura

Non visitabile

Su Nisida, l’isola-non isola di Bagnoli, collegata alla terraferma da un ponte, sorge il magnifico Castello di Nisida. Fu edificato nel XIV secolo in epoca angioina e, in seguito, la regina Giovanna fece costruire la Torre di Guardia. Nel XVI secolo Don Pedro de Toledo lo fece diventare parte di quel potente sistema difensivo che iniziava a Baia e terminava allo Sperone. Con l’epidemia di peste del 1626, diventò un lazzaretto e oggi ospita l’Istituto Penale per minorenni.

Forte di Vigliena

Forte di Vigliena

Indirizzo

 via Marina dei Gigli

Orari di Apertura

Sempre aperto

L’ingresso è libero

Situato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, in via Marina dei Gigli, il Forte di Vigliena fu fatto costruire da Juan Manuel Fernández Pacheco y Zúñiga, marchese di Villena, probabilmente nel 1706.
La sua particolarità? Era alto solo 6 metri: ciò lo rendeva invisibile dal mare. Durante il Regno delle Due Sicilie, divenne anche sede di allenamento dei cadetti. Il 13 luglio del 1799 fu teatro di scontro tra le forze della Repubblica partenopea e quelle sanfediste: il comandante repubblicano Antonio Toscano fu costretto a far esplodere le polveri da sparo, causando la morte sia di se stesso e degli alleati, sia dei nemici.
Nel 1891 la fortezza è diventata Patrimonio Nazionale. Oggi del castello resta ben poco, ma più volte si è pensato di costruire in quella zona un parco archeologico.

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Titty Illiano
Ama raccontare Napoli, che è la sua città, e crede che scrivere di Napoli sia uno dei modi per contribuire alla valorizzazione del territorio. Ha collaborato a varie edizioni delle manifestazioni culturali napoletane “Maggio dei Monumenti”, “Estate a Napoli” e “Natale a Napoli”. Oltre che per la scrittura, ha una grande passione per la musica ed è redattrice per la sezione musicale presso la testata giornalistica online “Socialperiodico”.

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