Dolci napoletani: la storia di tre dessert

Dolci napoletani: la storia di tre dessert

Ads

Vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro l’invenzione degli storici dolci napoletani? Bene, seguiteci nella storia di tre dessert napoletani.

Come è nato il babà?

Babà napoletano

Babà napoletano

Il babà è realmente nato a corte ma non a Napoli. Stiamo parlando della corte del re della Polonia, Stanislao Laszczinki, nel XVIII secolo. Quando Stani venne detronizzato, gli diedero come contentino il Ducato di Lorena. Non ne fu molto contento, ma si adeguò.

Ad ogni modo, Stani aveva bisogno di mangiare qualcosa di dolce ogni giorno. Però, accontentarlo non era per niente facile: i pasticcieri lorenesi dovevano inventare ogni volta qualcosa di speciale.

Ma il dolce che veniva servito più spesso restava il kugelhupf, un dolce tipico della zona, fatto con farina, burro, lievito di birra, uova, zucchero e uva sultanina. Stani non amava questo dolce lorenese, era troppo secco per lui. Quindi, per accompagnarlo era solito bere ogni sorta di liquore. Un giorno, il suo maggiordomo gli rifilò per l’ennesima volta il kugelhupf, a quel punto Stanislao prese il piatto che il servitore aveva tra le mani, e lo scagliò sulla tavola. Il piatto terminò la sua corsa contro la bottiglia di rhum posata lì accanto e la rovesciò. Così, il liquore aveva inzuppato il kugelhupf. In questo modo nasce il nostro babà. Stani apprezzò subito il nuovo dolce e dedicò la sua involontaria creazione ad Ali Babà, protagonista de “Le Mille e una notte”.

Ben presto divenne un dolce famoso in tutta la Francia. A Napoli arrivò ad opera dei monzù, chef che prestavano servizio presso le famiglie nobili. Ed è proprio nella nostra città che il babà si perfezionò nella forma e nel gusto, diventando il re dei dolci napoletani!

 

Breve storia della sfogliatella

Sfogliatella

Sfogliatella

Questo dolce, simbolo di Napoli nacque in realtà in un convento di Amalfi. Un giorno, la suora addetta alla cucina si accorse che era avanzata un po’ di semola cotta nel latte. Dunque, per non buttarla ci mise dentro il liquore a limone, zucchero e frutta candita. Preparò due sfoglie di pasta e vi mise dentro il preparato. Ed ecco che nasce la cosiddetta Santarosa, un dolce ancora gradito ai nostri giorni. Ad ogni modo, la Santarosa ci mise più di 100 anni ad arrivare a Napoli. In città, arrivò ai primi dell’800 per merito dell’oste Pasquale Pintauro. Lui, non solo diffuse la Santarosa ma la perfezionò, cambiandole anche un po’ la forma. Così la nasce la nostra sfogliatella, nella sua variante “riccia”.

 

La zuppa inglese è un dolce napoletano

Zuppa Inglese

Zuppa Inglese

Ogni paese ha la sua zuppa inglese. Ma perché un dolce napoletano ha nel suo nome questo riferimento anglosassone?

Durante la Repubblica Napoletana nel 1799, l’ammiraglio Francesco Caracciolo venne sconfitto dal comandante inglese Orazio Nelson. Dunque, gli inglesi restituirono il trono al re Ferdinando I, il quale volle festeggiare dando una festa in onore di Nelson. La tradizione vuole che lo chef avesse preparato un dolce con gli avanzi di dolci secchi, rhum e crema pasticciera. E, al momento di servire il dessert, il maggiordomo urlò al cameriere “Porta questa zuppa all’inglese!”. Da qui il nome di zuppa inglese.

Ads

Cosa ne pensi?

Scrivilo in un commento