Storia della chiesa di San Moisè

La storia della chiesa di San Moisè affonda le sue radici nel lontano medioevo. Infatti il primo nucleo della chiesa, dedicato a San Vittore Martire, fu edificato tra la fine dell'VIII secolo e gli inizi del IX secolo per volontà delle famiglie degli Scoparii e degli Artigeri che dotarono il santuario di un ricco patrimonio terriero. 

Anno fondamentale per la storia della chiesa è il 947, anno nel quale l'edificio fu ricostruito per volontà di Moisè Valier. Da quel momento la chiesa fu intestata al santo profeta in onore del "nuovo fondatore". Le alterne vicende di San Moisè continuano ancora nei secoli successivi. Nel 1105, dopo il terribile incendio che devastò la città lagunare, l'edificio fu di nuovo ricostruito. Risale invece al 1632 il "make-up barocco" operato da Alessandro Tremignon che ha conferito alla chiesa il suo caratteristico aspetto.

Durante il regime napoleonico, a San Moisè toccò lo stesso destino di tante altre istituzioni ecclesiastiche italiane: infatti la parrocchia fu soppressa per essere accorpata a quella di San Marco. Nel 1967, la chiesa ha riottenuto i meritati diritti parrocchiali. 

Le opere d'arte della chiesa di San Moisè

Il nome di Venezia, è risaputo, è legato indissolubilmente a monumenti quali la Basilica di San Marco, o alle opere di artisti come Tiziano e Veronese. Ma le sue bellezze non finiscono tutte qui!

Infatti il piccolo scrigno barocco di San Moisè è un'imperdibile tappa per il vostro soggiorno in laguna. La splendida facciata del Tremignon, infatti, già vale tutta la fatica del vostro viaggio. Un autentico capolavoro, apice della produzione dell'architetto padovano che tanto amò l'opera di Baldassarre Longhena.

Ma altre meraviglie vi attendono all'interno, varcato il magnificente ingresso!

Come, ad esempio, la Lavanda dei piedi realizzata da Jacopo Robusti detto il Tintoretto, uno dei più grandi artisti veneziani, famoso per il suo temperamento focoso e per la sua rapidità di esecuzione che gli consentiva di strappare le più prestigiose commissioni ai suoi rivali. 

Di elevatissimo valore è l'altare maggiore della chiesa che rappresenta in pieno quel concetto di unità delle arti così tanto caro al barocco. Infatti la magniloquente macchina è frutto del lavoro di squadra del già citato Tremignon, progettista dell'intero apparato e dello scultore tedesco naturalizzato italiano Enrico Merengo e dell'artista veneziano Michelangelo Morlaiter.

Ancora degna di nota è la splendida Pietà realizzata nel 1723 da Antonio Corradini, il celebre scultore che lasciò il suo testamento artistico nella Cappella Sansevero a Napoli.