Storia della chiesa di San Giovanni a Carbonara

Uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti della città di Napoli è la chiesa di San Giovanni a Carbonara, posta sull’omonima strada, alle spalle di via Foria e poco distante dal Madre, il prestigioso museo di arte contemporanea.

La chiesa fu costruita a partire dal 1339 sul terreno donato dal nobile Gualtiero Galeota all’ordine degli Agostiniani, a patto che questi l’avessero dedicata a San Giovanni Battista; il nome Carbonara si deve all’antica usanza di raccogliere proprio in quei luoghi i rifiuti inceneriti della città. La grande scala a tenaglia che vi accompagna nella vostra escursione è opera settecentesca del grande architetto Ferdinando Sanfelice. Ma non vi preoccupate la lunga fatica sarà premiata!  

Infatti la chiesa può essere considerata un vero e proprio museo di scultura rinascimentale che non teme confronti né a Napoli né tantomeno in Italia. Al suo interno spiccano, infatti, tra le tante meraviglie, il colossale monumento sepolcrale di re Ladislao di Durazzo (1387-1414), il sovrano balbuziente dall’infanzia difficile, morto di sifilide per le tanti amanti conquistate, e la cappella Caracciolo del Sole, che ospita il monumento di Ser Gianni Caracciolo, Gran Siniscalco del Regno ed amante della sorella di Ladislao, l’intemperante regina Giovanna II (1414-1435). Il Caracciolo morì in una congiura nel 1432 organizzata proprio dalla regina-amante: fu il figlio Troiano a commissionare l’enigmatico monumento a ricordo della tragedia che colpì il padre.

La chiesa acquistò, così, con la presenza di questi due ospiti illustri, un nome prestigioso che attirò l’attenzione di altre famiglie nobiliari che proprio qui vollero farsi seppellire, all’ombra di Ser Gianni e Ladislao: per la gloria eterna del loro blasone e per la suprema gioia dei nostri occhi!

Chiesa di San Giovanni a Carbonara: lo stile e le opere

È infatti splendida, per architettura e preziosità dei marmi, la cappella Caracciolo di Vico, finita di costruire nel XVI secolo e abbellita dalle opere del famoso team di scultori partenopei composto da Giovanni da Nola, Gerolamo Santacroce, Annibale Caccavello e la famiglia D’Auria, supportati dagli spagnoli Diego de Siloe e Bartolomeo Ordóñez. Il piccolo santuario sembra quasi costituire una chiesa a parte con la sua forma circolare che imita il Pantheon di Roma: al suo interno i sepolcri dei nobili committenti, tra i quali è da ricordare il monumento di Gian Galeazzo, capostipite della famiglia, eroe della guerra di Otranto del 1480 combattuta dagli Aragonesi contro i Turchi.

Di non minor prestigio la cappella di Somma, recentemente restaurata, che, con il vicino altare dei Miroballo, conclude la carrellata dei magnificenti sepolcri di San Giovanni, autentico “archivio marmoreo” delle famiglie più potenti di Napoli in quegli anni.

“Ciliegina sulla torta” il crocefisso del pittore aretino Giorgio Vasari realizzato nel 1545 per il cardinale Girolamo Seripando, famoso teologo del Concilio di Trento, al quale è dedicata la strada che sul lato destro della chiesa conduce ai giardini di Re Ladislao, ideale conclusione di una tappa imperdibile per un viaggio all’ombra del Vesuvio.

Come e quando raggiungere la chiesa di San Giovanni a Carbonara

La chiesa di San Giovanni a Carbonara si trova in via Carbonara 5, ed è facilmente raggiungibile con la linea 1 (fermata Museo) e con la linea 2 (fermata Piazza Cavour). È aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 18:00. La domenica è visitabile solo in caso di funzioni religiose.