Quello che stai per leggere è un vademecum che esplora il cuore e l’anima moderna di Napoli incastrata a forza nei folkloristici cliché della città.

Sarà un compito arduo, anche perché modernità e architettura a Napoli sono simbolo di una città dicotomica, slanciata in avanti ma sempre legata ai fasti del passato.

La ricetta di questa guida è, comunque, molto semplice: una città complessa e stratificata come sfondo e una serie di sorprese lungo tutta la città. Nella Napoli, brulicante e stratificata, in cui sfera pubblica e privata si mescolano tra i vicoli della città, l’architettura moderna non sembrava aver trovato posto, e invece alla fine di questo vademecum scoprirai, che non è proprio così.

Ma, prima di tutto, bisogna capire cosa si intende per Napoli moderna? L’architettura moderna napoletana fa riferimento a tutta la produzione architettonica che va dai primi anni '20 fino agli '80 del Novecento e non ha un modello ideale da seguire ma è adattata alla città e alla sua natura. Il contesto della città detta legge e crea un’architettura moderna che è, quindi, solo napoletana.

La Napoli velata: Villa Oro e la Casina del Boschetto

Napoli a volte non si vede. La città sembra straripante ma al tempo stesso si cela tra le sue pieghe, cercando di non farsi scoprire. Se percorri i suoi vicoli e le sue strade, più si mostra e più si nasconde. Se sei a Napoli, è importante imparare a vedere, perché sembra nascosta, ma in realtà è solo velata. Anche il suo rapporto con il moderno affonda in questo contrasto, tanto che l’architettura moderna si incastra nelle frange della Napoli porosa che conosciamo. Se sai vedere, allora tutta la bellezza di Napoli si svela.

È il caso di Villa Oro, opera di Luigi Cosenza e Bernard Rudofsky, due dei maggiori esponenti dell’architettura del ‘900 partenopeo. Villa Oro si nasconde lungo via Orazio, addossandosi al costone tufaceo della collina di Posillipo, si aggrappa alla strada e si affaccia sul golfo di Napoli. Si trova su di uno sperone a picco della collina su largo Sermoneta. La villa, in un’alternanza tra luci e ombre, di volumi lisci, bianchi e tesi, si contrasta amabilmente con la vista del golfo più bello d’Italia. Immagina quanto sarebbe bello vivere in un posto simile e, per tua fortuna, la casa è aperta per visite su prenotazione.

Lasciandoti alle spalle la collina di Posillipo, poco distante dalle sue pendici, un altro pezzo dell’architettura moderna partenopea, ti fa capolino. Il Circolo della stampa, conosciuto come Casina del boschetto (oggi Museo del mare Darwin Dohrn), si nasconde nella natura della villa comunale in riva al mare di Mergellina. Un vero e proprio piccolo scrigno che si affaccia sul mare, grazie alle sue grandi superfici vetrate che ti invitano ad entrare e che permettono al mare di far parte dell’interno architettonico.

L'innovazione della città di Napoli: storia e tanta architettura moderna

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Credi che sia finita qua? Non crederai alle mirabilia che ti aspettano nel centro storico di Napoli. Una delle cose che ti lascerà senza fiato, se sei appassionato di architettura e design, è il Palazzo delle poste. Una mega fabbrica che occupa l’intera piazza Matteotti e gran parte del tracciato di via Monteoliveto. Un esempio dell’architettura razionalista italiana ed espressionista europea. Appena ci entrerai, ti sembrerà che il tempo si sia fermato a quasi un secolo fa, ma gli arredi e le scelte tecnologiche sono incredibilmente attuali e vengono ancora utilizzati, nonostante sia stato realizzato prima della Seconda Guerra Mondiale.

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Centro direzionale Napoli Torri gemelle

Il Palazzo delle Poste è stato per anni il cuore pulsante del primo centro direzionale della città, prima che sul finire degli anni Settanta, venisse realizzato il primo centro direzionale ad opera dell’architetto Kenzo Tange, il primo agglomerato di grattacieli italiano e dell’Europa meridionale. Quando ti sposterai tra gli assi del centro direzionale, capirai ancora di più la bellezza di Napoli, perché ti sembrerà di aver varcato uno stargate e di essere in un nuovo mondo e in un altro tempo, una sensazione mistica che proverai solo entrandoci.

La Napoli estesa: la Mostra d'Oltremare e i suoi tesori

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Mostra d'Oltremare Napoli moderno

Di Napoli si può dir tutto, ma non si può mai affermare una cosa soltanto. Scoprirai che a Napoli, c’è una città nella città, la Mostra d’Oltremare. È un gruppo di edifici, piazze e strade che sono stati realizzati con l’intento di donare alla città uno spazio fieristico, ma che gli ha regalato alcune tra le architetture più belle della città.

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fontana esedra mostra d'oltremare Napoli

Ma perché una città nella città? Appena entrerai da piazzale Tecchio, capirai la vocazione urbana di questo spazio, la piazza principale è disegnata sulle proporzioni di piazza San Marco a Venezia e il fronte scenico di questa piazza è il teatro Mediterraneo, affiancato sul lato dalla bellissima e mastodontica fontana dell’Esedra, che ricorda gli specchi d’acqua della Reggia di Caserta.

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Mostra d'Oltremare Napoli Cubo d'Oro

Alla fine di questa città ti troverai ad ammirare un’architettura unica nel suo genere. Superato infatti il viale alberato e un laghetto con un piccolo castello, inizierai a scorgere il Cubo d’Oro. Non è un nome a caso, se te lo stessi chiedendo. E ora capirai il perché. Mentre ti avvicini al Cubo capisci che è un cubo di nome e di fatto, ricoperto da un mosaico colorato incastrato in un intonaco dorato che lo rende cangiante ai colori della luce che lo colpiscono, un piccolo ma incredibile scrigno prezioso. Attualmente il cubo è uno spazio espositivo e ospita in maniera permanente diverse opere originarie.

Questo piccolo vademecum si muove su poche opere ma può essere applicato alle altre decine di opere dell’architettura moderna di cui Napoli pullula, tra le altre la stazione di piazza Garibaldi, la casa del Portuale di Aldo Rossi, la Facoltà di ingegneria, il complesso Piazza Grande, etc.

Di Napoli si può dir tutto, ma non si può mai affermare una cosa soltanto, eccetto una, ossia che non puoi perderti quest’esperienza mozzafiato.