Il Real orto botanico di Napoli: un tempio della natura

Ogni turista in visita nella città di Napoli, in genere si prefigge delle tappe obbligate, delle mete imperdibili, dei riti, che contraddistinguono inequivocabilmente la vacanza made in Naples. Una passeggiata a Mergellina, la visita ai maggiori monumenti del centro storico ed ovviamente le immancabili prelibatezze gastronomiche. Ma, uscendo fuori dal solito quadrivio dei decumani, percorrendo la meno antica ma non per questo meno affascinante via Foria, potrete imbattervi in un monumento di rilievo internazionale, il Real Orto Botanico, autentico Tempio della Natura. Qui potrete respirare un'atmosfera paradisiaca, a stretto contatto con le più disparate specie vegetali. Un angolo di Napoli che vi consentirà di fare un'esperienza diversa dal solito, e magari, perché no, di ritrovare anche voi stessi.

La storia del Real Orto Botanico di Napoli

Il Real Orto Botanico fu istituito nel 1807 grazie ad un decreto emanato da Giuseppe Bonaparte. Costruito su alcuni appezzamenti di terra che appartenevano all'Ospedale della Cava e ai confratelli di Santa Maria della Pace, l'Orto Botanico fu progettato da due architetti: Giuliano de Fazio che si occupò del monumentale prospetto e del relativo viale ortogonale, del viale che conduce al cosiddetto Castello e della Stufa Temperata; e Gaspare Maria Paoletti, costruttore della parte inferiore della struttura. Principale obiettivo della neonata struttura fu quello di incrementare la produzione delle spezie  medicinali e di favorire lo sviluppo delle ricerca botanica.

Il primo direttore dell'Orto fu Michele Tenore, in carica dal 1811, che diede un grande impulso ai rapporti con l'estero e al progresso della didattica e dell'attività scientifica, trasformando l'Orto in una delle più importanti istituzioni europee. Altro importante direttore fu Guglielmo Gasparrini, in carica dal 1862, che prosegui con l'azione di miglioramento ed ampliamento della struttura e delle collezioni botaniche.

Poi, sul finire dell'Ottocento, la prestigiosa istituzione cominciò a versare in serie difficoltà economiche. Il suo rilancio fu operato nel secolo successivo da due importanti figure poste alla guida dell'istituzione, Fridano Cavara e Biagio Longo, che promossero il restauro e la riqualificazione dell'edificio. Un gran lavoro che in parte, però, fu compromesso dagli ingenti danni causati alla struttura dalla Seconda Guerra Mondiale. Nel Dopoguerra, inizia un nuovo importante ciclo per l'Orto Botanico, grazie all'impegno di Giuseppe Catalano e Valerio Giacomini, che dotarono la struttura di nuovi e più efficaci strumenti. Negli anni '60 l'edificio fu interessato da importanti lavori di ampliamento che videro la costruzione di nuove serre, di un impianto di riscaldamento e di una nuova rete idrica.

Purtroppo durante il rovinoso terremoto del 1980 la struttura subì di nuovo gravi danni, assolvendo, però, come già in precedenza, l'importante ruolo di "rifugio" per le  vittime malcapitate del sisma. Attualmente il Real Orto Botanico ospita un dipartimento della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Federico Secondo, e coi suoi 12 ettari, conserva ben 25000 esemplari vegetali appartenenti a 9000 specie botaniche. 

Cosa vedere e perché andare al Real Orto Botanico

La visita all'Orto Botanico si articola in zone espositive suddivise secondo tre fondamentali criteri: etnobotanico, ecologico e sistematico. Criteri che consentono al visitatore di poter ammirare le più svariate specie vegetali, come se ricostruite nei propri habitat naturali. In pratica, visitare l'Orto Botanico è come fare un viaggio intorno al Mondo, attraverso le meravigliose creazioni della Natura!

Per quel che concerne i principali edifici, sono da non perdere sicuramente: Il Castello, costruito tra il sedicesimo ed il diciassettesimo secolo, che nel corso dei secoli ha ospitato varie istituzioni, tra le quali l'Istituto di Botanica, la Biblioteca, l'Erbario ed il Museo. Sede del potere amministrativo e del museo di Paleobotanica ed Etnobotanica, oggi il Castello sovente ospita all'interno del suo cortile importanti kermesse musicali e teatrali. La Sezione Sperimentale delle Piante Officinali, che custodisce importanti semi; il Centro Interdipartimentale di Servizio per la Microscopia Elettronica ed il già citato Dipartimento di Biologia Vegetale della Federico Secondo di Napoli. Degne di nota anche le serre dell'Orto tra le quali spiccano la Serra Merola e le Serre Califano. 

L'Orto Botanico, rappresenta, così, per il visitatore, non solo l'opportunità di conoscere approfonditamente il mondo della botanica ma anche l'occasione di poter compiere un vero e proprio viaggio in una dimensione parallela, quasi un mondo nascosto, all'interno della metropoli partenopea. Un luogo che va vissuto sia di giorno, immergendosi nella calda luce partenopea che rende il luogo un autentico locus amoenus, che di notte, durante le succitate manifestazioni culturali, dove l'Orto Botanico diviene un luogo dalle atmosfere surreali e metafisiche, dal sapore quasi dantesco. Allora siete pronti, per questo viaggio nella natura, nel polmone verde della città di Napoli?