Camminando per le strade di Napoli durante le festività natalizie, con un po' di fortuna, potremmo incontrare gli zampognari ed essere catturati dalla loro musica.
Lo zampognaro è colui che suona la zampogna, esibendosi nelle tradizionali canzoni natalizie e nelle novene: musiche semplici di origini antichissime da sempre considerate di buon auspicio.
Gli zampognari sono figure importantissime della tradizione natalizia e folkloristica campana e di molte altre zone del Centro e del Sud Italia come Molise, Abruzzo, Lazio, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia.

La zampogna

2018020711zampogna.jpg

La zampogna è uno strumento musicale a fiato costituito da un otre di pelle animale (capra o pecora) in cui sono innestate canne sonore di legno. La sacca si gonfia e il musicista può riprendere fiato ogni volta: il suono non viene mai interrotto.
La zampogna è simile alla cornamusa ma non va confusa con essa: le differenze riguardano il numero di canne melodiche e la provenienza geografica. La zampogna è caratteristica del Sud Italia e presenta almeno due canne melodiche: una per la melodia e l'altra per le note di accompagnamento. La cornamusa, invece, appartiene alla cultura del Nord Europa e ha una sola canna melodica.
Generalmente, gli zampognari si esibiscono in coppia: uno suona la zampogna, l'altro la ciaramella (uno strumento a fiato simile all'oboe, ma composto di canne).

Storia e origini della zampogna e degli zampognari

La zampogna è considerata una variazione del flauto di Pan, il dio metà uomo e metà capra. Si diffonde nell'Italia centro-settentrionale sin dall'antichità: l'“utriculus” (lo strumento che l'ha anticipata) era spesso suonato nell'antica Roma, alla corte dell'imperatore Nerone.
Nella seconda metà del '700, la zampogna si diffuse a Napoli, divenendo l'accompagnamento musicale delle preghiere dell'avvocato-prelato Alfonso Maria de' Liguori, il quale creò gruppi canori composti da “lazzari” (giovani napoletani dei ceti popolari): essi cantavano per i vicoli della città e lui insegnava loro la dottrina cristiana.
Alfonso Maria de' Liguori è l'autore di “Quanno nascette Ninno”, antecedente versione napoletana della popolarissima canzone natalizia italiana “Tu scendi dalle stelle”, ancora oggi suonata da tutti gli zampognari. 

Il mondo pastorale e rurale

2018020711zampognari-mondo-pastorale.jpg

Lo zampognaro è anche una figura appartenente al mondo pastorale e rurale: i pastori, durante la transumanza, suonavano spesso la zampogna e, durante il periodo di Natale, si spostavano nelle città e suonavano per le strade e nelle case delle persone. Indossavano i classici abiti da pastore: giubbotto di montone, mantello, cappello di velluto e “zaricchie” (sandali caratteristici). Tuttora, nelle zone rurali di molte regioni dell'Italia centro-meridionale, gli zampognari suonano durante tutto l'anno in occasione di feste, processioni e avvenimenti quali nascite e matrimoni.

Gli zampognari nel presepe napoletano

2018020711zampognari-nel-presepe.jpg

Tra i personaggi fissi del presepe napoletano c'è sempre la coppia di zampognari: questo dimostra che lo zampognaro è una figura fondamentale della tradizione natalizia napoletana. Sono posizionati di fronte alla grotta per celebrare la nascita di Gesù Bambino.

Gli zampognari oggi

Sebbene siano molti di meno rispetto a un tempo, ancora oggi gli zampognari si aggirano per la città di Napoli, tra i vicoli del centro storico e non solo, attirando l'attenzione di cittadini e turisti con una dolce melodia, connotata anche da un velo di nostalgia.