Con i suoi duemila e cinquecento anni appena compiuti, Napoli è tra le città più antiche d'Italia e questa storia così lunga si può vedere e respirare in ogni strada e in ogni piazza. In origine era Parthenope, fondata dai Greci nel VIII secolo a.C. poi rinata come Neapolis, la città è stata ed è ancora oggi un crocevia di culture grazie alla sua posizione strategica sul Mediterraneo che ha favorito gli scambi di ogni tipo, ma c'è dell'altro.

Napoli è stata conquistata più volte da sovrani stranieri che ne hanno fatto la capitale di regni e viceregni, per questo non è solo ricca di importanti rovine antiche, ma anche di castelli, palazzi nobiliari, regge e opere d'arte praticamente di ogni epoca. Il  suo centro storico, il più esteso d'Europa, è un autentico museo a cielo aperto ed è infatti anche patrimonio UNESCO.

Napoli greca e romana: le tracce del passato più remoto

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Non una semplice colonia, Napoli era una città moderna e amimata fin dall'antichità e il suo centro storico è uno dei pochi al mondo che ha conservato quasi intatto lo stesso reticolo geometrico di strade greche di più di due millenni fa.

Passeggiare lungo i decumani vuol dire ripercorrere letteralmente le orme dei greci prima, e dei romani poi. Tracce delle antiche mura greche, ad esempio, sono ancora ben visibili a Piazza Bellini, mentre sotto la chiesa medievale di San Lorenzo gli scavi hanno messo in luce l'agorà greca

Antiche rovine del teatro romano dove si esibì Nerone sono ben visibili in via Anticaglia, mentre le colonne del tempio romano dei Dioscuri si trovano a Piazza San Gaetano.

Ancora più numerosi sono i reperti paleocristiani, tra cui le catacombe di San Gennaro, le più grandi del Sud Italia, e la chiesa di Santa Restituta, nucleo attorno a cui è stato costruito il Duomo di Napoli.

Moltissime altre testimonianze sono custodite al MANN, il Museo Archeologico, dove si trova anche un gran numero di reperti provenienti dagli scavi di Pompei ed Ercolano


Napoli medievale: dove vedere le tracce del dominio dei Normanni e degli Angioini

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Il Medioevo è stato un periodo fondamentale per Napoli, che in questi secoli ha iniziato a dotarsi di alcuni dei suoi monumenti più rappresentativi. Lungo Spaccanapoli, la sequenza di strade che tagliano in due il centro, ci sono molte testimonianze medievali, tra chiese e palazzi.

Il re Normanno Ruggero II d’Altavilla, unificando il Sud Italia nel Regno di Sicilia, diede il via, a partire dall' XI secolo a circa duecento anni di dominio Normanno. Castel dell’Ovo risale a quest'epoca. È uno dei più famosi castelli di Napoli, ricco di storia e leggende e sorge sull'isolotto di Megaride, dove molti secoli prima approdarono i primi coloni greci. 

Nel quartiere di Forcella invece si puà ammirare la Chiesa di San Giovanni a Mare, un bellissimo, quanto raro esempio di architettura normanna con influenze bizantine.

A metà del XIII secolo, con gli Angioini di Carlo I Napoli diventa capitale e viene arricchita di grandi opere come i castelli Maschio Angioino e Castel San'Elmo. Anche il Duomo e dello stesso periodo, così come la chiesa di Santa Chiara con uno dei più bei chiostri maiolicati d'Europa, e San Domenico Maggiore, dove riposano i sovrani della casata d'Angiò. In collina, invece, al Vomero, la Certosa di San Martino domina la città e il Golfo.

Anche il culto di San Gennaro, parte fondamentale della cultura locale, fu introdotto dagli Angioini. 

I siti storici del Rinascimento sotto il dominio spagnolo

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Il Rinascimento napoletano, diverso da quello di Firenze, è stato un'epoca di grande fermento a Napoli, che tra Quattrocento e Cinquecento è stata dominata prima dagli Aragonesi e poi dai vicerè Spagnoli

Agli Aragonesi, ad esempio, si deve l'arco di trionfo in marmo del Maschio Angioino, mentre il primo palazzo rinascimentale in città è Palazzo Penne a Via dei Tribunali, la stessa strada dove si può visitare anche la bellissima Cappella Pontano.

La chiesa di Sant'Anna dei Lombardi non molto distante, è uno vero gioiello del rinascimento napoletano, mentre i massicci bastioni di Porta Capuana erano uno degli accessi monumentali al centro della città.

Il viceregno spagnolo inizia nel 1503 e durerà due secoli. Ancora oggi non si contano le innumerevoli tracce del periodo barocco, dal Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito, ai Quartieri Spagnoli, un tempo abitati dai soldati, oggi cuore del folklore locale.  Sono adiacenti ad una delle maggiori arterie del centro, Via Toledo, realizzata nel 1536 per volere del viceré Pedro de Toledo.

Castel Sant'Elmo, la fortezza con la caratteristica pianta a stella è più antica ma oggi possiamo ammirarla nella veste che le diedero proprio gli spagnoli. Lo stesso vale per la vicina Certosa di San Martino, ricca di marmi e stucchi barocchi.

Tra le chiese dello stesso periodo vale la pena menzionare almeno la chiesa del Gesù Nuovo e Santa Maria delle Grazie a Caponapoli, ma quasi ogni chiesa del centro strorico conserva opere e tracce massicce delle ristrutturazioni barocche. Un esempio su tutti è la Cappella del Tesoro di San Gennaro, una sorta di ricchissimo ed enorme ex voto costruito per la protezione dalla peste.

L'età Borbonica e le residenze reali

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Raggiungiamo la fine del nostro viaggio nella storia con Carlo di Borbone che nel 1734 sottraendo Napoli agli Austriaci, la trasforma di nuovo in capitale del regno. In questo periodo, grazie anche a celebri architetti come Vanvitelli e Fuga, la città raggiunge quello che è forse il suo massimo splendore, con un numero di opere così grande che è difficile elencarle. 

Il prestigioso Teatro San Carlo, il più antico teatro lirico ancora in funzione ne è un chiaro esempio, così come la Reggia di Capodimonte con la prestigiosa scuola di ceramica, sontuosa residenza a suo tempo e oggi uno dei maggiori musei italiani.

Furono i Borbone a volere l'Osservatorio Astronomico e l'Orto Botanico, uno dei più antichi d'Europa, oppure l'enorme edificio del Real Albergo dei Poveri, che ha trasformato in modo significativo anche l'urbanistica alle porte del centro.

Un'altra grande opera urbanistica è Ponte del rione Sanità e anche la prima ferrovia italiana, che portava da Napoli-Portici, è di età borbonica.

Proprio a Portici si trova uno degli edifici reali più belli, la Reggia di Portici. I re francesi, infatti, non hanno trasformato solo Napoli, ma anche il territorio circostante.

A loro si deve ad esempio lo splendore della Versailles italiana, la Reggia di Caserta, con il suo immenso parco, e la piccola città di San Leucio, esempio di urbanistica e architettura illuminata. In provincia di Caserta di trova anche la piccola ma graziosa Reggia di Carditello.

Alle pendici del Vesuvio, invece, si trovano diverse ville aristocratiche che insieme costituiscono il così detto Miglio d'Oro. Le più note sono Villa Favorita dove si esibì Mozart, e Villa delle Ginestre dove abitò Leopardi

Storia contemporanea: i siti da non perdere

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Nonostante la sua lunga e prestigiosa storia, Napoli non vive solo del suo passato. Oltre alle rovine antiche, quindi, c'è anche molta arte moderna e contemporanea da esplorare. 

Puoi fare un tour comodo e molto economico dell'arte contemporanea semplicemente viagginado lungo la Linea 1 della metropolitana ed ammirare le stazioni dell'arte. Tra le più spettacolari ci sono le fermate Toledo, Università e Duomo. 

Il Tunnel Borbonico è un affascinante percorso sotterraneo attraverso un rifugio della seconda guerra mondiale, i cui reperti sono ancora visibili.

Napoli è anche una delle capitali della street art, sia sacra che profana, sia popolare che di elite. A piazza Gerolamini c'è l'unica opera ufficiale di Banksy in Italia, la Madonna con la Pistola.

A Sophia Loren l'artista canadese Stikki Peaches ha dedicato un murale in  Vico dei Zuroli, mentre al celebre street artist Jorit si devono diverse opere anche in provincia, come ad esempio un bellissimo San Gennaro da vedere a Forcella.

Nei Quartieri Spagnoli c'è invece un grande murale di Maradona diventato uno dei "monumenti" più visitati di Napoli nel giro di pochi anni.

I migliori musei dove esplorare la storia di Napoli

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Puoi scegliere di ripercorrere la lunga storia di Napoli anche attraverso i suoi musei. Ce ne sono tantissimi, per tutte le epoche.

Il MANN, già menzionato, è imperdibile per gli amanti della storia antica, mente per conoscere meglio l'età rinascimentale e barocca il Museo della Certosa di San Martino è imperdibile anche per la sua prestigiosa collezione di presepi.

Il Museo di Capodimonte vanta una collezione così ricca da non avere nulla da invidiare agli Uffizi di Firenze. Da Simone Martini a Mascaccio, da Raffaello a Tiziano, qui sono custodite decine di opere di artisti immensi, tra cui anche Caravaggio. E non manca nemmeno un'interessante sezione contemporanea.

La quadreria del Pio Monte della Misericordia, in centro, è un tesoro della pittura berocca che custodisce anche una delle maggiori opere del Caravaggio, Le Sette Opere della Misericordia.

Un piccolo museo dal valore immenso è la Cappella Sansevero nel centro storico, dove è custodita una delle più famose opere di Napoli, il Cristo Velato.

L'arte contemporanea invece si può ammirare al MADRE, Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina del centro storico, oppure al PAN, Palazzo delle Arti Napoli nel quartiere Chiaia.

A Castel Sant’Elmo, inoltre, c'è anche un interessante museo del '900.